Il fermano: un'identità complessa e antica.
"Non è facile sintetizzare i contorni geografici e le caratteristiche culturali del Fermano, il territorio compreso fra le rive dell'Adriatico ed i contrafforti appenninici, solcato da fiumi che ne determinano la tipica morfologia a "pettine", dove il paesaggio muta rapidamente, passando dalle distese sabbiose alle dolci colline punteggiate dalle case coloniche, fino alle cime dei Sibillini, spazzate da un vento antico che reca con sé arcane memorie.
Si alternano dunque, in una veduta a volo d'uccello, i terreni modellati nel corso dei secoli dalle cure dell'uomo, alle balze impervie che diedero asilo nell'alto Medioevo a santi ed eremiti.
Se si volesse isolare un minimo comun denominatore del Fermano bisognerebbe necessariamente ricorrere al concetto di "varietas", che permea di sé non soltanto la morfologia dei luoghi ma anche ogni aspetto della civiltà locale. Infinita è infatti la varietà delle strutture urbane, che trascorrono dagli insediamenti romani, dei quali rimangono uniche vestigia, ai borghi medievali fortificati, cinti da possenti muraglie e da torri, fino alle pausate euritmie rinascimentali, quando lo spazio urbano si assesta entro razionali impianti geometrici. Il Barocco ha temperato nel Fermano i suoi eccessi più teatrali, imponendosi in modo più evidente in taluni interni, mentre il razionalismo settecentesco, influenzato dalla presenza di Luigi Vanvitelli, ha lasciato un segno profondo, permeando molti aspetti dell'edilizia pubblica e privata.
Sebbene il Fermano sia stato terra di agricoltori fino alla prima metà del secolo scorso, non per questo il territorio è rimasto estraneo al vento della cultura: nelle civilissime cittadine sono sorti fra il XVIII e XIX secolo decine di teatri, voluti da sodalizi di eletti condomini attenti all'educazione del popolo, mentre nelle chiese una moltitudine di organi accompagnava le solenni liturgie diffondendo, attraverso la preghiera, anche la consuetudine con la pratica musicale.
Non meno aggiornato appare poi il versante delle arti figurative che dal Medioevo all'Ottocento ha visto la presenza a Fermo di illustri artisti forestieri che hanno dato alimento all'arte locale favorendo la formazione di una schiera di valenti pittori, scultori, architetti, intagliatori ed orafi. E' difficile dire quale sia stato il secolo d'oro dell'arte fermana perché ogni periodo ha avuto i suoi momenti di splendore: certamente il Quattrocento è stato un secolo assai intenso, vivacizzato dagli scambi culturali con Venezia animati dalla presenza di Jacobello da Fiore, di Carlo e Vittore Crivelli, ma non meno fervida appare, sul finire del Cinquecento, l'età sisitna che vide un fervore di iniziative edilizie a Fermo, Montalto e Grottammare, promosse dallo stesso Sisto V.
Nonostante le spoliazioni napoleoniche e la dispersione seguita all'annessione delle Marche al regno d'Italia, le cittadine del Fermano conservano un patrimonio artistico immenso, ancora in gran parte da studiare e da valorizzare. Nel momento culturale che segue la profonda trasformazione determinata dall'affermarsi dell'industria, riscoprire le proprie radici e mantenere vivo il contatto con il passato è indispensabile per non perdere la propria identità territoriale."
Prof. Stefano Papetti Tratto dalla rivista Città Ideale N.0 - Dicembre 1999
Mare, collina, montagna: il fermano è come un prisma nel quale si riflettono tutti i paesaggi d'Italia, racchiusi in un territorio ristretto che permette di goderli tutti in breve tempo.
Se le Marche rappresentano l'Italia in una Regione, il Fermano ne è il suo distillato.
Ogni collina ha decine di campanili che spiccano e mura poderose che la difendono, chiese gotiche e romaniche, monumenti e palazzi ed innumerevoli case rurali sparse nei campi, fattore principale della umanizzazione e geometrizzazione del territorio. Nel Fermano è davvero difficile trovare un fazzoletto di terra che non sia curato e coltivato, anche se la collocazione a volte impervia lo sconsiglierebbe.
Ognuno dei 40 comuni del Fermano costituisce un incontro con l'arte e la storia, tanto più affascinante quanto più inatteso. A cominciare da Fermo, città nobile e dominatrice, con una storia antica e gloriosa, scritta nelle sue strade, nei suoi palazzi, nelle sue chiese e nei suoi monumenti illustri. |